Mostra Antonio Corriga “Incisioni” a cura della prof.ssa Caterina Virdis.

L’ultimo dei Maestri storici del Novecento in Sardegna
Come altri artisti sardi attivi dagli anni Cinquanta, Corriga fu fedele
all’impegno identitario dei grandi del primo Novecento, dipingendo scene di
paese, vedute di campi e di foreste, feste e fiere, personaggi in costume o
intenti ai lavori quotidiani. Il suo paese, Atzara, con la sua architettura
catalana e i suoi ricchi costumi, aveva richiamato all’inizio del secolo
l’attenzione dei pittori costumbristi iberici, come Chicharro, Ortiz de
Echague e de Quiros, e successivamente quella dei pittori sardi che vi si
ispirarono: Ballero, Biasi, e Figari, del quale Corriga fu allievo presso la
Scuola d’Arte di Sassari fra il 1936 e il 1941. Dei maestri della scuola
sarda l’artista assunse i soggetti e la composizione della sua pittura,
mentre dal pittore di Stoccarda Richard Scheurlen, che incontrò in Sardegna,
derivò il suo linguaggio libero e l’espressività del colore. Fra il 1936 e
il 1941 Corriga fu allievo del grande incisore Stanis Dessy, che aveva
fondato nel 1934 una Scuola Comunale d’incisione a Sassari. Le tecniche
incisorie erano praticate dagli artisti sardi ben prima di quella data e
Felice Melis Marini ne era così esperto da pubblicare nel 1916 a Milano,
presso la Hoepli, il suo libro “L’acquaforte: manuale pratico”. Corriga
accolse la potente vocazione del bianco e nero isolano, rivelandosi incisore
esperto nelle varie tecniche, dalla xilografia, alla litografia, per un
lungo arco di tempo che va dal periodo giovanile a metà degli anni 2000.
(Caterina Virdis)

 

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